E’ una domanda che mi viene posta da molte persone.

Potremmo rispondere semplicemente di no e finirla qui, però le persone che si domandano se è così sono talmente tante che merita che andiamo un po’ più a fondo della questione.

Innanzitutto, cosa si intende con fallimento? Nel linguaggio comune con questa parola ci riferiamo a un insuccesso, all’esito negativo di un’impresa. Uno sbaglio, un errore che porta qualcosa a concludersi malamente.

E quando ci separiamo, che cosa fallisce? Fallisce il matrimonio.

Il matrimonio si fonda su una promessa di amore eterno. 

Sia per chi contrae matrimonio religioso, sia per chi si sposa solo civilmente, ma non solo, anche per chi affronta la convivenza come se fosse un matrimonio (di fatto lo è), il matrimonio è per tutta la vita. Un impegno, un patto, una promessa per tutta la vita.

Dovevo essere poco più che adolescente e capitava a volte di andare a un matrimonio. Ascoltavo la formula “Prometto di amarti, onorarti e rispettarti per tutta la vita”, e iniziai a riflettere.

Quasi subito mi dissi “Ma non si può promettere di amare!”. 

Si può promettere di onorare e rispettare una persona, perché sono cose che si decidono di fare e si fanno con la volontà. Si decide di onorare qualcuno, di rispettarlo, di averne cura. Però promettere di amare …

L’amore è un’emozione, non dipende dalla volontà, nasce spontaneamente in noi, non possiamo decidere noi di sentire amore. Come tutte le emozioni, le sentiamo o non le sentiamo. 

Certo, possiamo decidere di prenderci cura di qualcuno, di trattarlo con amore, ma sentire amore, questa è un’altra faccenda. 

D’altra parte il matrimonio è questo! Un’unione che si fonda su una promessa di amore eterno e dunque, senza questa promessa, non potrebbe esserci matrimonio… Quando ci sposiamo, inoltre, noi ci crediamo fortemente, siamo certi di voler mantenere la promessa! 

E poi, cosa succede?

Può succedere che la vita ci metta alla prova, che arrivino molti problemi, arrivino conflitti, liti, tradimenti, delusioni e un giorno ci rendiamo conto che non amiamo più la persona che è al nostro fianco e sentiamo che non vogliamo più portare avanti la nostra vita con lei. 

E può succedere che viviamo quello che sentiamo e che vogliamo come una colpa e una mancanza. E, appunto, come un fallimento.

Io dico che sentire non è mai sbagliato, non è mai male. Può essere irrazionale, esagerato, avere conseguenze, ma non può mai essere considerato uno sbaglio, né tanto meno una colpa.

Per come la vedo io, nemmeno provare odio è male. E’ un sentimento che una persona può provare in determinate circostanze. Un sentimento forte, che consideriamo negativo, distruttivo. Però, in sé, è solo un sentimento. 

Se invece pensiamo di avere il potere di decidere noi quali sentimenti provare e che i nostri sentimenti dipendono da un atto di volontà, in questo caso se non riusciamo a provare quello che pensiamo che sia giusto provare, allora sì che penseremo che è colpa nostra e che noi stiamo fallendo.

Non vedo colpe e non vedo fallimenti, qui. Ma sì, vedo un errore. 

L’errore, per me, è pensare di poter noi decidere cosa provare.

Il potere di decidere cosa sentire non è nelle nostre mani.

Questo lo vediamo in quelle situazioni in cui non vorremmo provare una certa emozione, eppure, malgrado tutti i nostri ragionamenti e i nostri sforzi, continuiamo a provarla.

“Non dovrei sentirmi così, eppure mi ci sento..!”

O sentiamo l’amore o non lo sentiamo. Non siamo noi padroni dell’amore. E’ lui padrone nostro.

A causa di questo errore, di pensare di essere noi padroni dell’amore, attribuiamo al fatto di non amare più un significato, che è quello del fallimento. 

Non ci domandiamo che cosa ci succede. I problemi, i conflitti, le liti, il fatto che tutti in famiglia stanno soffrendo, tutto questo passa in secondo piano.

Il nostro senso del dovere, il senso di responsabilità sono più forti. 

“Anche se non me la sento più, me la devo sentire”.

Rendiamoci conto però che non amare più l’altra persona e decidere di portare avanti il matrimonio  è rispettare un patto, non è più un matrimonio. Perché il matrimonio si fonda sull’amore nella coppia.

Quanto valore ha questo, per noi? 

Rimanere insieme perché abbiamo promesso di rimanere insieme quando, in cuor nostro, non vorremmo più, questo, per me èfallimento. 

Non poter ammettere che è finita, che abbiamo dei limiti, che abbiamo commesso degli errori, che è diventata un’ostinazione. Questo, per me èfallimento.

Non essere onesti con noi stessi e con la persona che ci è accanto. Questo, per me è fallimento.

E’ un fallimento rispetto a noi stessi. E’ rinnegare noi stessi, criticarci, volerci diversi. 
E’ pensare “Se mi separo, tutti questi anni insieme… non hanno significato niente…”.
Se non sentiamo come pensiamo di dover sentire, è un fallimento.
Se non concludiamo come pensiamo di dover concludere, è un fallimento.
Se le cose non vanno come vogliamo che vadano, è un fallimento.

Abbiamo un potere enorme fra le mani, ma lo usiamo per cercare di dirigere ciò che non sta a noi dirigere. Voler fare ciò che non è nelle nostre possibilità di fare, inevitabilmente ci porta a fallire.

Se potessimo credere che ci si può separare essendo cresciuti…

Concludo riprendendo la riflessione di quell’adolescente ribelle e bastian contraria che sono stata qualche anno fa: “Non si può promettere di amare!”.

Oggi penso “Sì che si può!”. Ma non di amare qualcun altro. Di amare noi stessi.

Pensate se ogni mattina, al risveglio, aprendo gli occhi, ognuno di noi dicesse a sé stesso:

“Oggi prometto di amarmi, di onorarmi e di rispettarmi, durante tutta la giornata”. 

Sono sicura che se ogni mattina rinnovassimo questa promessa a noi stessi, sentendo quest’intenzione verso noi stessi, giorno dopo giorno, ameremmo di più le persone accanto a noi e il nostro matrimonio, la nostra famiglia, il nostro lavoro, la nostra intera vita sarebbero inevitabilmente un’altra cosa.